Immagini religiose alle pareti, camere colme di letti, grandi saloni, sfilze di lavandini e numerosi bagni, il tutto immerso nel silenzio e circondato da un delizioso giardino che si affaccia e domina la vallata circostante dove i vigneti regnano sovrani.
E’ sul finire del 1800 che una congregazione di monache decise di adibire questo luogo come loro residenza estiva senza mai interrompere la preghiera e la misericordia per il prossimo.
Attraverso questo vecchio edificio in un gelido mattino invernale, il buio all’interno è quasi totale interrotto solamente da brevi e fugaci lampi di luce che si insinuano tra le persiane corrose e rischiarano le storie di vita che si possono ascoltare soffermandosi in ogni suo angolo.
Non è una condizione ideale per fotografare ma a me basta e fermo sul principio di non toccare niente cerco di diventare amico delle ombre ed ospite della luce, questa è la fotografia che a me piace.
Come sempre la mia permanenza è molto breve e presto decido di riprendere il cammino, il sole ha cominciato flebilmente ad offuscare il gelo e le pozze ghiacciate sul sentiero si aprono sotto i miei scarponcini, mi volto ancora una volta e vedo le suore salutarmi con dolci sorrisi, addio sorelle e grazie per tutto ciò che fate ed avete fatto.