Della mastodontica fabbrica, che grazie all’intuito di Carlo Vaccari, tappezzò con le sue mattonelle case, strade ed edifici in tutto il mondo rimangono ormai solo i ricordi che il vento, insinuandosi tra le colonne e le scale di giganteschi, vuoti e silenti capannoni, spariglia e rende ancora più confusi.
Una lunghissima storia che porta la fabbrica di ceramiche Vaccari ad essere negli anni 30 del novecento la più importante in Italia e nel secondo dopoguerra la più grossa di tutta Europa arrivando ad impiegare quasi 1500 lavoratori che, grazie alla particolare resistenza e colore dell’argilla locale creavano, tra gli altri, un prodotto unico e richiestissimo il grès Rosso Ponzano.
E’ con l’inizio degli anni ’70 che appaiono i primi segni di crisi dovuti a molteplici e complessi motivi, la proprietà cambia molte volte fino a che nel 2006 lo stabilimento spense per sempre i suoi forni.
La mia incontenibile attrazione per l’archeologia industriale mi porta ad attraversare tutti i suoi spazi ed anche se ormai più nulla li riempie, chiudendo gli occhi un istante, riesco ancora a vederli ed ascoltarli brulicanti di vita, di lavoro, di parole.
Mi allontano con calma l’istante è scomparso, la polvere di una storia finita volteggia nell’aria e mi circonda, un freddo e silenzioso vento è ormai il padrone assoluto.