Giusto il tempo per posizionare l’attrezzatura che un Marangone minore silenziosamente atterra sull’isolotto poco distante.
E’ mattina presto, lentamente scivola nell’acqua dello stagno ed inizia la sua giornata di pesca. Lo osservo distrattamente, in lontananza si vedono alte nel cielo due sagome di Falco pescatore ed a loro va la mia attenzione fino a che, improvvisamente, il Marangone riemerge dall’acqua proprio davanti a me in una nuvola di schizzi, nel becco ha un gambero appena catturato che ancora da qualche segno di vita.
Rapidamente giro il teleobiettivo e comincio a scattare, la colazione va fatta con calma e l’esperto pescatore non ha fretta, con maestria “lavora” la sua preda fino ad inghiottirla per poi immergersi di nuovo, la notte è stata lunga e la fame bussa imperiosa.
Euforia e tristezza mi avvolgono, sono stato spettatore, per pochi attimi, dell’abbraccio finale tra la vita e la morte, questa è la natura, questa la sua ancestrale legge.