Avrei potuto chiamarla villa flash tanto è stata rapida la mia esplorazione.
Talmente rapida che solo per caso ho incontrato il luogo di raccolta di tutte le emozioni che hanno abbandonato i piani bassi per concentrare la loro vita nella meravigliosa mansarda, dove è facile perdersi immaginando la storia di questa grande villa e del suo parco.
Non conosco praticamente niente del suo passato che indubbiamente deve aver visto trascorsi esistenziali veri e genuini, ed anche se non apprezzo molto, stilisticamente parlando, il moderno che si insinua all’indietro nel tempo, è quasi normale che alcuni edifici per poter tentare di sopravvivere devono fare di necessità virtù.
Una esplorazione flash (metaforico, non lo uso mai) così veloce che anche la fotografia ne ha, almeno per i miei criteri, qualitativamente sofferto, ma va bene così, uscendo accosto con cura la piccola porta spalancata che aveva attirato la mia attenzione di viandante dell’abbandono e riprendo il cammino.
É stata proprio un ideale mattinata di trekking, alzo gli occhi e lancio un definitivo addio alla luce ed al silenzio che mi hanno regalato un istante di vita in mansarda.