Siotto Pintor, la villa della grande quercia


Quando l'abito fa il quasi urbex...



Luogo: LombardiaAnno di costruzione: cr. 1700Stato attuale: Buono

Tutto ruota intorno al fatidico avverbio di quantità (uhm mi fido delle mie ormai lontane reminiscenze di analisi grammaticale) ”quasi”.

Da sempre appartenuta a nobili famiglie, a metà dell’800 la villa ed il suo grande parco vennero acquisiti dai Siotto Pintor fino a quando, agli inizi degli anni 2000, l’ultima proprietaria decise di donarla, dopo la sua morte, alla parrocchia del paese.
Per un periodo la villa ha vissuto il suo momento di “vero urbex” con tutti gli effetti collaterali che purtroppo spesso ne conseguono, nel 2020 un gruppo di volontari ha iniziato un percorso di recupero mettendola in sicurezza e di fatto sottraendola alla idiozia di vandali/saccheggiatori/spregiatori cercando comunque di mantenerne il fascino che i luoghi abbandonati per loro stessa essenza emanano.

Beh l’esperimento è “quasi” riuscito anche se quel “quasi” marca, per i veri viandanti dell’abbandono, un confine sostanzioso ed invalicabile tra ciò che è urbex e ciò che non lo è, tra la attraente ed intrigante emozione dell’esplorazione proibita e la rilassante calma dell’ordinato, anche se non ordinario, piccolo museo.

Fotograficamente la location è molto stimolante, si riesce talvolta a respirare ancora le atmosfere che hanno accompagnato nel tempo le esistenze che qua hanno dimorato e, liberando l’immaginazione, in alcuni istanti sembra veramente di essere immersi in un urbex reale seppur privo della sua ineguagliabile spontaneità.

Se siete appassionati del genere e degli avverbi vale la pena addentrarsi nei suoi spazi, un contatto mail ed una offerta libera vi faranno provare l’ebrezza del fantastico mondo dell’urbex, anzi del “quasi” urbex e non dimenticate di ammirare la grande e secolare quercia da sughero piantumata nel 1861 per celebrare la proclamazione del Regno d’Italia.



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