Frammenti di asfalto, visti dal drone, si immergono nell'invisibile luce dell'infrarosso attraversando eterei e surreali paesaggi, un mondo che vive accanto a noi ma che solo inconsapevolmente abitiamo.
Percorro quelle strade provando istante per istante sconosciute sensazioni ed emozioni in una rigorosa cornice monocromatica di rosso e che solamente più tardi mi svelerà cosa ho realmente fissato sul sensore, il trionfo della sperimentazione e della creatività.
La sottile striscia di Mylar applicata davanti alla fotocamera, che dei vecchi floppy disk mi hanno regalato, molto presto vola via interrompendo così la magia della luce invisibile e mi ricorda che tutto è impermanente persino l’infrarosso...